Gli alberi da frutto spesso abitano i nostri giardini grazie ai colori variegati e ai frutti e fiori, piacevoli al gusto e alla vista. Tuttavia la potatura degli alberi da frutto è ritenuta una tecnica complessa dai frutticoltori amatoriali che spesso si affidano a giardinieri professionisti per un imprinting  di impostazione generale. La nostra azienda vanta un’esperienza decennale nel campo della potatura, oltre che nella difesa, nella produzione e negli innesti dei vostri alberi da frutto. Agronomi specializzati in potatura alberi da frutto sono ansiosi di aiutarvi in questo percorso articolato, di guidarvi in tutte le fasi della potatura e di trasmettervi competenze specifiche indispensabili in botanica e fisiologia delle piante da frutto.

Gli obiettivi principali che una buona potatura alberi da frutto (sia che si tratti di un albero, di un arbusto,  di un cordone, di una spalliera o di una piramide) vuole raggiungere, sono principalmente tre: 

  1. delineare una forma armoniosa
  2. ottimizzare la quantità e la qualità dei frutti
  3. mantenere le piante in salute e forza cosi da fruttificare regolarmente ogni anno

L’intervento di potatura alberi da frutto non si riduce ad una singola operazione, creare uno scheletro con rami e frutti ben distribuiti può richiedere la pazienza e la costanza di 4-5 anni.

  1. La potatura di una pianta da frutto può coincidere con una fase diversa di sviluppo; si può fare una distinzione tra una potatura di allevamento o formazione da una potatura di mantenimento o produzione. La potatura di formazione avviene solitamente nei primi anni di vita,  dopo la messa a dimora, e consiste nel dare una forma prescelta alla pianta e permettere che i rami sopportino il peso dei frutti. La scelta  della forma è condizionata da diversi fattori, come esigenze personali del coltivatore, varietà della pianta, temperature ed esposizione al sole.  Si può optare per forme obbligate come spalliere, tunnel e filari (con all’ausilio di fili metallici e tutori) o scegliere una forma naturale basata sul volume, con tronco basso e chioma larga.  Quest’ultima scelta è consigliata a chi è alle prime armi poiché richiede meno manutenzione e spesso richiama la forma abbozzata già in vivaio. La potatura di produzione è finalizzata al miglioramento della qualità, della quantità, e della regolarità della fioritura e della fruttificazione.
  1. Anche il periodo in cui si sceglie di avviare l’intervento di potatura può variare a seconda della stagione in corso, avremo così potature invernali e potature estive. Solitamente una potatura degli alberi da frutto si avvia a fine inverno, durante il periodo di riposo vegetativo. I tagli eseguiti saranno mirati principalmente verso tre direzioni: eliminare parti secche, fragili, folte o intersecate fra loro, sfoltire la chioma per permettere una buona areazione, stimolare la formazione di nuove gemme da frutto e nuove branche. Se invece siete ancora inesperti potreste decidere di intervenire durante lo sviluppo vegetativo in cui le gemme sono ben visibili. La sfemminellatura, cioè la rimozione dei getti verticali, e la spollonatura, cioè l’eliminazione dei polloni alla base, possono venire effettuati anche d’estate. Infine tutte quelle operazioni mirate ad una produzione più intensa, come l’inclinazione e la curvatura dei rami o il diradamento dei frutticini, rientrano negli interventi necessari della potatura estiva.

Potatura Peri

Il pero appartiene alla famiglia delle pomacee ma a differenza del melo ha una vita più longeva ed è più delicato da coltivare, in quanto presenta una fioritura precoce e più soggetta al freddo. Inoltre il pero da tavola, rispetto al melo, sopporta meno la siccità ed ha più bisogno di sole per svilupparsi. Infine le gemme da frutto del pero essendo più appetibili per gli ucceli sono più soggette a rischio.

Per assicurare l’impollinazione è necessario che due varietà di pero compatibili, con maturazione nello stesso periodo (come le specie Conference e Beurrè Hardy’), siano coltivate una accanto all’altra.

Per quanto riguarda la potatura dei peri, sarà influenzata a seconda del tipo di fruttificazione. Le varietà che fruttificano sui brindilli si potano accorciando i rami laterali più lunghi, fino a 4 gemme dalla base. Le specie che fruttificano su lamburda si potano tagliando i rametti dei rami principali di circa un terzo e recidendo quelli laterali fino a 4 gemme dalla base. Si rimuovono anche i rami incrociati tra loro e le lamburde troppo ammassate.

Esistono due tipi di gemme a seconda di quello che producono:

  • gemme a legno danno origine a rami e foglie ed hanno forma appuntita
  • gemme a frutto hanno una forma più tondeggiante e sono suddivise in gemme a fiore (drupacee) che producono fiori, e gemme miste (pomacee) che producono fiori, rami e foglie

Potatura Susini

Il susino può essere coltivato a piramide, a ventaglio, a mezzo fusto, ma sicuramente il metodo più semplice è a vaso. Evitate le specie Warwickshire Drooper e Ontario, troppo vulnerabili al freddo. Nella coltivazione a vaso cercate di scegliere un portainnesto di tipo St Julien A o Pixy distanziando le piante rispettivamente di 6 o 4 metri tra loro. Semplici passi da seguire in una potatura susini coltivati a vaso:

impiantare un giovane susino durante il riposo vegetativo (fine autunno-inizio inverno) affiancandoci prima un palo di sotegno che esca dal terreno almeno 75 cm. La potatura susini non può iniziare prima che le gemme siano grandi, solitamente in primavera. Tagliate il fusto a 90 cm dal terreno, lasciando al di sotto almeno un ramo laterale robusto e tre sottorami che diventeranno i rami principali. I rami vanno ridotti fino a due terzi al di sopra di una gemma rivolta verso l’esterno.

dopo un anno la crescita sarà notevole; di nuovo a primavera apprestatevi a potare in modo consistente. Dovete accorciare della metà tutti i nuovi rami, facendo attenzione che il taglio sia sopra una gemma rivolta verso l’esterno. Eliminate dalla base tutti i rametti che spuntano dai tre rami principali e dal tronco.

dalla terza primavera la potatura susini può essere più leggera. Tagliate i rami incrociati tra loro o secchi. Estirpate i polloni alla base. Data la grossa portata dei frutti, i rami di un susino possono appesantirsi e col tempo rompersi, per questo è necessario diradare i frutti grandi come una noce.

Potatura Meli

Anche i meli appartengono alla famiglia delle pomacee; i loro rami producono i frutti in due modi principali: sui brindilli e sulle lamburde. A seconda del modo di fruttificazione cambierà la tecnica di potatura meli, che và ad ogni modo avviata durante il periodo di riposo, coincidente con l’inverno.

Le specie che fruttificano sui brindilli (rametti di 15-20 cm) producono gemme da frutto all’apice dei rami sottili. Tra queste Irish Peach, Worcester Pearmain, Beauty of Bath. È di primaria importanza incoraggiare lo sviluppo di nuovi rami annuale. Perciò evitate di tagliare i rami laterali corti, produrranno gemme da frutto all’apice. Tagliate i rami alti, al di sopra di una gemma apicale, di circa un terzo della loro lunghezza.

Le specie che fruttificano sulle lamburde (rametti corti di 1-4 cm) producono le gemme da frutto specialmente sulle lamburde dei rami principali. Tra queste Discovery, Ashmead Kernel, Cox’s Orange Pippin, George Neal. È fondamentale incoraggiare la crescita degli speroni fruttiferi.  Recidete i rami laterali con un taglio che, partendo dalla base, conserva 3-4 gemme. Per i rami laterali potati l’anno precedente potete decidere di lasciare solo 1 gemma prima del taglio. Accorciate il ramo principale a metà della crescita avvenuta l’anno precedente.

Assicuratevi di lasciare rami di rinnovo. Ogni anno il peso dei frutti tende a spingere i rami sempre più verso il basso, quindi è necessario che ogni ramo abbia un pollone di rinnovo più indietro rispetto all’apice e pronto a sostituire il ramo troppo piegato.

Potatura Vite da Uva

L’uva si coltiva da più di 5000 anni. All’epoca degli antichi Romani era frequente trovarla nell’Europa del nord, tuttavia la vite predilige un clima caldo e mite. Il frutto della vite, l’uva, ha molteplici utilizzi: principalmente è usata per produrre vino, ma può essere consumata sia come frutta fresca che secca, può anche servire per estrarre il succo d’uva o l’olio di vinaccioli.
La potatura della vite da uva è molto semplice ed è finalizzata ad equilibrare i nuovi rami con i tralci. Il metodo più comune e semplice per coltivarla è quello a cordone singolo. Usate cavi metallici ben tirati tra due pali, posti a due altezze diverse (quello basso a 45 cm da terra, quello alto a 2 m di altezza). Piantate la vite a fine autunno o ad inizio primavera. Distanziate una pianta dall’altra di 1,5 m ricordandovi di legare ogni pianta ad una canna.
Riducete subito il ramo principale a 50 cm da terra, sopra un germoglio sano.
A metà estate seguente accorciate i rami laterali di 5-6 foglie, e fino ad 1 foglia tutti i rametti che crescono dai rami laterali. Eliminate del tutto i rami alla base.
Durante l’inverno tagliate il ramo principale di due terzi e tutti i rami laterali fino a lasciare una sola gemma. Ripetete queste operazione nel corso degli anni con l’obiettivo di sviluppare i frutti sui rami laterali.
Non appena la pianta comincia a fruttificare ed i singoli acini si ingrossano diradate i grappoli, tagliandoli con delle forbici lunghe e sottili. Quando ogni acino avrà il giusto spazio, circolerà più aria, si eviteranno malattie e raggiungerà il pieno colore.

Potatura Fico

Questo frutto succulento e prelibato era noto gia ai Romani, circa 2000 anni fa. Predilige un clima tropicale ma si è adattato bene anche al nostro clima mediterraneo, temperato e soleggiato. I frutti maturano tra fine estate e metà autunno.
I fichi di almeno 2 anni coltivati in vaso vanno piantati tra fine inverno ed inizio primavera, ricordando che le radici vanno mantenute ridotte. Si possono accostare le piante su di un muro, con dei fili tirati e disposti paralleli tra loro a circa 24 cm di distanza, partendo da 45 cm dal terreno. Disponete ciascuna pianta di fico a circa 4 m una dall’altra.
Si può effettuare una buca di 90 cm2  bordata da pietre e si può riempire la base della buca con del pietrisco per circa 25 cm. Infine riempite la fossa con terriccio misto a frammenti di pietra e farina d’ossa e comprimete il terreno. 
A primavera potate il fico tagliando il fusto al di sotto del filo più basso e subito sopra di un ramo laterale. Scegliete e lasciate due rami principali per ogni lato della pianta, potandoli a circa 45 cm dall’attacatura, al di sotto di un agemma.
L’estate seguente lasciate crescere 4 rami per ogni braccio principale, il ramo che si svilupperà di più, per ogni lato, sarà il secondo partendo dal basso. Lasciate esclusivamente gli 8 rami e rafforzateli a delle canne di bambù legate ai fili metallici.
A fine inverno seguente potate i rami principali sopra ad una gemma e lasciate 60 cm della crescita dell’anno precedente. Il fico comincerà ad assumere una forma a ventaglio.
Raggiunta questa struttura potate il fico periodicamente in primavera ed estate eliminando i rami malati e più deboli, ed accorciandoli sopra una gemma ed a cinque foglie dalla base, questi porteranno frutto stagionale